BIOGRAFIA Abraham Lincoln

Abraham Lincoln

Abraham Lincoln nasce il 12 febbraio 1809 a Washington e muore il 15 aprile 1865. È stato il 16º Presidente degli Stati Uniti d’America, e il primo ad appartenere al Partito Repubblicano. È considerato sia dalla storiografia sia dall’opinione pubblica uno dei più importanti e popolari presidenti degli Stati Uniti. Lincoln si trasferì in giovane età nell’Indiana, e successivamente a New Salem nell’Illinois. Prestò servizio come capitano nell’esercito degli Stati Uniti d’America durante la Guerra di Aquila Nera. In seguito si cimentò in alcune imprese politiche e commerciali e godette di ottima reputazione come avvocato. In breve tempo venne eletto al Congresso degli Stati Uniti nel 1846, ed ebbe un ottimo tirocinio nell’Illinois, sia prima sia dopo il suo singolo mandato alla Camera dei Rappresentanti USA. La posizione di Lincoln riguardo alla liberazione dalla schiavitù degli afroamericani è a tutt’oggi oggetto di controversie, nonostante la frequenza e la chiarezza con cui la sostenne sia prima della sua elezione come presidente sia dopo. Espose la sua posizione con forza e in brevi parole in una lettera a Horace Greeley del 22 agosto 1862. Al momento in cui scrive questa lettera, Lincoln stava già andando verso l’emancipazione, cosa che avrebbe portato alla Proclamazione dell’emancipazione. È inoltre rivelatoria la sua lettera scritta un anno dopo a James Conkling il 26 agosto 1863. In ogni caso, la proclamazione abolì la schiavitù negli stati ribelli, uno degli obiettivi della guerra, e divenne l’input per la modifica del tredicesimo e del quattordicesimo emendamento della costituzione americana che rispettivamente abolivano la schiavitù e stabilivano i diritti civili federali. Lincoln mostrò un carisma magnetico alla popolazione dell’Unione durante la guerra come è evidenziato dal discorso di Gettysburg, un discorso tenuto in occasione della dedica di un cimitero per i soldati dell’Unione morti nella battaglia di Gettysburg del 1863. Mentre la maggioranza di coloro che tennero discorsi parlarono a lungo dell’evento, alcuni per ore, le poche parole scelte da Lincoln risuonarono attraverso la nazione e la storia, sconfiggendo la predizione fatta da Lincoln stesso che “il mondo non le annoterà, e non sarà ricordato a lungo quello che diciamo qui”. Mentre ci sono pochi documenti relativi agli altri discorsi del giorno, quello di Lincoln è ritenuto essere uno dei più grandi della storia. Nonostante le conseguenze che ebbe la sua azione determinante nella lotta alla schiavitù, le sue posizioni su tale fenomeno non erano poi così all’avanguardia. Dopo la fine della guerra, Lincoln si era incontrato di frequente con il generale Grant. I due uomini pianificavano la ricostruzione del Paese ed era nota a tutti la loro stima reciproca. Durante il loro ultimo incontro, il 14 aprile 1865 (Venerdì Santo), Lincoln aveva invitato il generale Grant a un evento mondano per quella sera, ma Grant aveva declinato. Senza la compagnia del generale e senza la sua guardia del corpo Ward Hill Lamon, al quale il Presidente aveva raccontato il famoso sogno premonitore del suo assassinio, i Lincoln andarono al Ford’s Theatre, a Washington, dove era in programmazione Our American Cousin, una commedia musicale dello scrittore britannico Tom Taylor (1817-1880). Nell’istante in cui Lincoln prese posto nel palco presidenziale, John Wilkes Booth, un attore della Virginia simpatizzante sudista, entrò nel palco e sparò un colpo di pistola calibro 44 alla testa del Presidente.

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