CONOSCERSI . . . autore CARLETTI GIULIANA
Questa rubrica nasce per chi si chiede il senso delle cose che accadono a noi e intorno a noi. Può essere un aiuto concreto per chi intende lavorare alla propria crescita personale, alla conoscenza di noi stessi e alla realizzazione delle nostre parti più autentiche. Sarà strutturata in modo che del materiale progressivo verrà aggiunto nel tempo, in modo da avere a disposizione un itinerario utile alla nostra ricerca.
Vorrei iniziare con una domanda: “Noi ci conosciamo?” Ci verranno in mente le nostre abitudini, i nostri modi di fare, le nostre qualità oppure i difetti, ma bastano a comprendere tutto? Come mai ci sono momenti in cui non comprendiamo le nostre reazioni, oppure giornate intere vissute sentendoci arrabbiati, scontenti, confusi, pronti a incolpare qualsiasi situazione o persona che riteniamo responsabile del nostro malessere? Da molto tempo qualcuno aveva scritto “Uomo conosci te stesso e conoscerai l’universo intero” , qualcuno che aveva compreso quanto sia fondamentale sviluppare la conoscenza di noi stessi per imparare a essere sempre più consapevoli di ogni cosa che ci accade o che accade intorno a noi. Quello all’interno di noi stessi è un viaggio affascinante e avventuroso, che ci apre a mondi nuovi, è una continua scoperta che si svela a chi incomincia a intuire che i misteri non riguardano esclusivamente il mondo esterno con cui interagiamo. L’umanità si prodiga scientificamente e tecnologicamente nella ricerca dell’ignoto, esplora il cosmo arrivando sulla Luna e su Marte, ma conosce l’universo che vive dentro ogni essere umano? In realtà l’uomo ha la possibilità di uscire dalle consuete difficoltà di ogni giorno, può imparare a gestire meglio le proprie emozioni, può imparare a attingere energia dall’universo, può imparare a comunicare a un livello più profondo, coltivando la capacità di amare se stesso e il mondo che lo circonda. Uno degli obiettivi di questo nostro lavoro sarà l’osservazione, con la quale diventeremo più coscienti di come nascono le nostre reazioni ed impareremo a accettarci senza aumentare i sensi di colpa già esistenti, ma semplicemente diventando più responsabili. Se qualcuno venisse a dirci che siamo esseri meccanici probabilmente non saremo d’accordo, siamo convinti di scegliere le nostre reazioni o i nostri comportamenti o perlomeno partiamo sempre da questo presupposto.
Meccanicità: significa avere una visione inscatolata della vita, essere in una condizione di addormentamento ovvero essere immersi in uno stato di ipnosi collettiva che ci impedisce di vedere ciò che è reale e ciò che non lo è. Questo sonno dell’uomo fa si che spessissimo siamo controllati da influenze esterne. Non esiste evoluzione meccanica, di meccanico c’è solo l’addormentamento; l’evoluzione e il risveglio avvengono in modo consapevole. Quindi, il raggiungimento della consapevolezza è collegato con la graduale liberazione dalla meccanicità. Più l’uomo lavora per questo, più si fa libero dalle leggi accidentali che regolano la meccanicità e quindi il nostro quotidiano.
Addormentamento: significa inoltre, non ascolto, non comunico, malcomprendo, ho la mia visione soggettiva del mondo.
Dipendenza dal mondo esterno: tanto più siamo addormentati, più le circostanze esterne sono in grado di rovinarci l’esistenza e il risultato è la sofferenza. Allora iniziamo a dire: “Mi abbandona,… non mi approva,…mi manda in bestia” ecc. oppure altre conseguenze che derivano da una distrazione, tipo: non tirare il freno a mano e trovarsi la macchina in mezzo alla strada; o ancora, non vedere l’ora di finire una cosa e pensarne già a un’altra, non avere mai tempo per niente e per nessuno. L’uomo meccanico quando ascolta è condizionato dai giudizi e pregiudizi e mentre parla con qualcuno, invece di aprirsi a lui, sarà attirato da qualcosa, generalmente negativa per lui e gli basterà quindi un niente per far cadere l’attenzione. Dietro a ogni sofferenza c’è una concezione sbagliata dell’esistenza. Anche quando diciamo: “L’amore è sofferenza; non amerò più…” si nasconde dietro queste parole un amore concepito come possesso e come attaccamento. L’innamoramento è invece un varco di luce e l’obiettivo è imparare da quella condizione naturale per aumentare la nostra capacità di amare.
Allora possiamo dire che la motivazione del nostro lavoro è quella di diventare più consapevoli.
Diamo per scontato che quando al mattino sentiamo la sveglia, siamo svegli ma non è così.
Basta leggere un qualsiasi quotidiano per capire in che grado di addormentamento ci troviamo: - Investe due passanti e si difende dicendo: “Non c’ero con la testa”. - In una crisi di nervi uccide la moglie e dice: “Non è colpa mia”. - Piromane colto in flagrante dice: “Non posso farci niente, l’emozione di vedere un bosco bruciare è più forte di me”. In questi episodi c’è solo addormentamento, quindi che cos’ è la consapevolezza? Consapevolezza è vivere nel qui e ora, centrarsi nel cuore, esserci nel presente elevare le nostre emozioni. Parleremo più avanti di emozioni, un altro dei nostri obiettivi è quello di nutrirsi sempre di più di emozioni superiori. Per la nostra mente è inconcepibile tutto questo, la nostra mente ha bisogno di limiti, vive nel passato e nel futuro perdendosi il presente. Nel primo corso si propone l’esempio del tramonto, per comprendere il nostro grado di presenza e come riusciamo a “gustarci” e quindi a vivere il presente, le situazioni che quotidianamente ci accompagnano. Esempio del tramonto. Più persone davanti a un tramonto avranno diversi stati d’animo: 1- Quello che è stato abbandonato dalla ragazza sta malissimo, piange e maledice il tramonto. 2- Quello che ha mal di testa e del tramonto non gliene importa niente. 3- Il terzo sta invece pensando alle cambiali che scadono il giorno dopo. 4- Il quarto pensa che era più bello il tramonto a Miami. 5- Il quinto patito di foto, sta vedendo esteticamente il tramonto molto bello. 6- Il sesto è un poeta e trae l’ispirazione per una nuova poesia. 7- L’ultimo infine che è semplicemente davanti al tramonto, se ne nutre, ringraziando l’esistenza per un miracolo tanto bello. Espansione di coscienza: Consapevolezza = presenza = risveglio = vitalità Si intende il grado di coscienza e di presenza dell’individuo, la sua capacità di partecipare all’esistenza, di vivere con pienezza. Per consapevolezza si intende la sua capacità di percepire tutto ciò che lo circonda, unita alla sua capacità di reagire con flessibilità, creatività e amore. Per consapevolezza si intende inoltre la sua ricchezza integrata di conoscenza ed essenza. Raggiungere la consapevolezza è collegato con la graduale liberazione dalla meccanicità, perché l’uomo, così com’è, è interamente e completamente sotto leggi meccaniche. Studieremo il funzionamento di “questa nostra macchina umana” e vedremo quante funzioni abbiamo e quanto sia importante la consapevolezza per comprendere i nostri circuiti. Essere svegli significa inoltre risparmiare energia che abitualmente si spreca in mille “tormentoni”. Si inizierà a comprendere che l’armonia con gli altri è uno stato dell’essere, preferibile alla diffidenza, superiorità o giudizio e proprio dalla presa di coscienza dei propri personali limiti nel risveglio, inizierà a germogliare quel grande dono che è il non giudizio. La persona sveglia smette di incolpare e criticare gli altri, che vede dei fratelli da aiutare e non dei nemici contro i quali competere. Una cosa utile da dirsi è che esiste una scala di risveglio. È importante rendersi conto della propria posizione, del proprio grado di risveglio e per fare questo adottiamo una scala di valori. Parole come consapevolezza, sapere, essere, sono parole grandi alle quali ognuno di noi attribuisce un valore, quindi non è solo importante comprenderne il significato ma anche la relatività di queste parole. Dire per esempio: “La maggior parte della giornata non sono consapevole”, significa mettere già una relatività e quindi ci diamo la possibilità di migliorare. La malcomprensione è una regola, la comprensione un’eccezione. Perché spesso non ci si comprende? La comprensione è un rapporto tra oggettività e soggettività. Comprendiamo in base al nostro grado di risveglio. La malcomprensione accade perché viviamo in un mondo completamente soggettivo, meccanico, il mondo della confusione. Quindi c’è - l’ascoltare meccanico: fare associazioni di pensiero, dire la prima cosa che ci viene in mente. - l’ascoltare consapevole: entrare per qualche istante nella persona, liberarsi dai propri concetti e pregiudizi e dare spazio alla propria coscienza.
Torniamo quindi a parlare di Libertà e meccanicità.
Queste due parole le possiamo dotare di altri significati.
Libertà = Anima/ Unità/ Amore incondizionato.
Meccanicità= Personalità/ Dualità/ Amore condizionato.
L’uomo non è solamente il proprio corpo. Abbiamo un corpo, delle emozioni, una mente e un progetto di vita. Possiamo dire che siamo quindi formati da una personalità e dall’anima. La personalità è il nostro ottimo e indispensabile strumento di crescita, quello che ci permette di accrescere la nostra consapevolezza e capacità di amare. L’anima necessita di corpi più densi tramite i quali sperimentare. È necessario quindi comprendere come questi corpi funzionano, le leggi che li governano per interagire al meglio con loro. Ricordiamoci che un essere centrato, è colui che comprende il proprio progetto animico o piano di volo e i suoi corpi sono dei mezzi, attraverso i quali realizzarlo.