
Indice:
-Introduzione
-Cause
-Fattori predisponenti
-Osas
-Complicanze
-Approccio diagnostico-terapeutico
Testi e ricerche
a cura di:
Dott.ssa Monja Luchetti |
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Il russamento è un problema di grande attualità clinica e sociale che coinvolge il soggetto affettone, agendo negativamente sul suo benessere psicofisico, ma anche coloro che dormono accanto a lui, disturbati dall'emissione sonora tipica di questa patologia, la quale avrà di conseguenza ripercussioni sui rapporti di convivenza e sulle delicate dinamiche di coppia.
Si tende a considerare il russamento come un difetto da sopportare e non come patologia da prevenire e curare. Proprio in quanto sottostimata risulta difficile diagnosticarla. In realtà rientra tra i disturbi respiratori del sonno e rappresenta fattore di rischio per gravi malattie.

CAUSE
È dovuto al difficoltoso passaggio dell'aria attraverso le vie aeree superiori (naso e gola) durante il sonno, a causa del normale rilassamento dei muscoli e/o di restringimenti anatomici che creano un flusso turbolento di aria capace di mettere in vibrazione i tessuti molli della gola (palato molle e ugola). Tale vibrazione genera il caratteristico rumore.
Sintomi della roncopatia sono: risveglio mattutino difficile, forte stanchezza durante la giornata, tendenza ad addormentarsi durante le occupazioni quotidiane. Nel lungo periodo potranno manifestarsi anche una marcata diminuzione di energia, irritabilità, depressione, ansietà, diminuzione degli impulsi sessuali nonché disturbi vasculo-circolatori a carico del SNC e del cuore.
FATTORI PREDISPONENTI
Favoriscono l'insorgenza della roncopatia cronica fattori individuali, ereditari e concernenti il proprio stile di vita:
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sovrappeso e obesità
l'adipe che si accumula sul collo e attorno alle prime vie respiratorie rende il passaggio dell'aria ancora più difficoltoso in quanto contribuisce alla diminuzione della larghezza delle vie aeree, incrementando la probabilità di russamento e apnee;
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sesso
sembra che il russamento sia più frequente tra gli uomini. La percentuale di donne russatrici tende ad aumentare dopo la menopausa;
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età
il disturbo è più frequente e si accentua con il passare degli anni a causa del progressivo rilassamento dei tessuti che si ha con l'avanzare dell'età
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consumo di tabacco
uno studio condotta da Franklin et al. (2004) ha messo in evidenza che il russamento abituale semplice è più frequente tra fumatori (24%) e tra ex fumatori (20,3%), piuttosto che tra coloro che non hanno mai fumato (13,7%)
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assunzione di farmaci
tutti i farmaci che aumentano il rilassamento della fibra muscolare (antistaminici, sedativi, ipnotici) tendono ad agevolare da una parte il collasso di queste strutture ed a favorire quindi l'apnea, e dall'altra ritardano la reazione di microrisveglio che ne favorisce l'interruzione;
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posizione del dormire
dormendo in posizione supina la mandibola e la lingua si spostano indietro per il normale rilassamento dei muscoli, determinando più facilmente il russamento;
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restringimenti anatomici
sono responsabili di riduzioni del flusso aereo in quanto ostruiscono le vie aeree (ad esempio la deviazione del setto nasale, presenza di polipi, ipertrofia dei turbinati, macroglossia, tonsille o adenoidi ingrossate, palato molle spesso).
SINDROME DELLE APNEE OSTRUTTIVE NEL SONNO (OSAS)
Con Sindrome delle Apnee nel Sonno si è soliti indicare una patologia caratterizzata da russamento semplice, apnee notturne e una sintomatologia neurologica e cardio-circolatoria.
Il termine apnea deriva dal greco àpnoia “mancanza di respiro”: si tratta di quella condizione in cui si verificano frequenti e temporanei arresti della respirazione durante il sonno, che possono durare da 10 secondi a 2 o 3 minuti.
È contraddistinta sul piano clinico da sonnolenza diurna e alterazioni della performance, mentre sul piano fisiopatologico da episodi di ostruzione delle prime vie aeree durante il sonno, associati a riduzione della saturazione di O2 dell'emoglobina arteriosa.
Quando le vie respiratorie si ostruiscono, la mancanza di ossigeno spinge il cervello ad inviare segnali di emergenza all'organismo, in modo che i muscoli riprendano a muoversi. L'organismo reagirà a questa emergenza in due modalità:
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alleggerendo il sonno con un risveglio non percepito dal paziente (arousal) al fine di aumentare il tono muscolare delle vie aeree superiori
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aumentando la frequenza cardiaca per compensare la diminuzione di ossigeno. Il tono dei muscoli delle vie aeree superiori si ristabilisce e dopo alcuni rumorosi ad affannosi atti respiratori i polmoni si riempiono di aria.
Più complessa è la situazione durante il sonno REM: la paralisi muscolare che si verifica durante questa fase del sonno fa sì che il corpo impieghi un tempo maggiore per reagire alla condizione di minore ossigenazione.
Gli arresti della respirazione determineranno una riduzione dell'ossigenazione dell'organismo tanto più ampia quanto più lunga sarà l'apnea, e avranno ripercussioni negative soprattutto sugli organi che maggiormente necessitano di ossigeno, come il cuore e il sistema nervoso. Nel lungo periodo si viene ad instaurare un'insufficienza cronica dell'ossigenazione cerebrale con sofferenza delle cellule nervose e influenze negative sull'equilibrio psichico.
COMPLICANZE
Dalla desaturazione del sangue possono svilupparsi diverse comlicanze:
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complicanze cardiocircolatorie
si verifica un aumento dalla pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, talvolta alterazioni del ritmo cardiaco fino all'arresto.
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complicanze cerebrali
le crisi di apnea comportano per il paziente frequenti risvegli durante la notte, con conseguenti influenze negative sull'equilibrio psichico (alterazione di stati emozionali che conducono a violenza, frustrazione, angoscia, irritabilità, ansia, depressione, disperazione);
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problemi ormonali
si è osservata una diminuzione degli ormoni tiroidei e dell'ormone della crescita nei pazienti apnoici
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complicanze bronco-polmonari
una respirazione prevalentemente orale impedisce un corretto filtro nasale: l'aria inspirata non viene riscaldata, umidificata e filtrata dal naso, e questo è un fattore irritante molto importante per le vie aeree inferiori;
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disturbi delle funzioni cognitive
si possono verificare deficit delle funzioni esecutive (comportamento orientato all'obiettivo, pianificazione, iniziativa), delle capacità psicomotorie e deficit dell'attenzione
APPROCCIO DIAGNOSTICO-TERAPEUTICO
L'indagine inizia con l'anamnesi del paziente e continua con una serie di visite ed esami strumentali: visita otorinolaringoiatrica, visita cardiologica, pneumologica, neurologica, allergologica.
L'indagine più importante è la Polisonnografia. Consiste nella registrazione continua durante il sonno del paziente di diversi parametri fisiologici:
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flusso respiratorio nasale;
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livello di saturazione dell'ossigeno nel sangue;
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ECG;
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EEG;
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movimenti respiratori toracici ed addominali;
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intensità dei suoni emessi.
Per quanto riguarda l'approccio terapeutico esso è piuttosto vario. Si può intervenire con regole igienico-sanitarie volte a ridurre i fattori che favoriscono la roncopatia come diminuire il consumo di caffè e alcol, cercare di perdere i chili in eccesso e praticare attività fisica. Si può altresì migliorare la saturazione di ossigeno con mezzi meccanici oppure si può procedere con trattamenti chirurgici orientati a rimuovere gli ostacoli e a correggere le anomalie anatomiche.
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